
Diomede Light partecipa all’edizione 2025 di Euroluce con Future Garden, uno spazio espositivo progettato dallo studio Brian Sironi. Le nuove famiglie di prodotti, ideate dallo stesso studio, vengono presentate attraverso un allestimento che cerca di dare risposte a interrogativi sul futuro.
Brian Sironi è un industrial designer italiano. Cresciuto e formato nel cuore della Brianza, dopo un’esperienza negli Stati Uniti, ha fondato a Milano il proprio studio, Brian Sironi Design Studio.
È uno dei più giovani vincitori di sempre del premio ADI Compasso d’Oro e, negli anni, ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti internazionali.
Ritratto di Paolo Belletti

“Come studio, crediamo nell’innovazione come principale motore delle nostre pratiche progettuali. Cerchiamo di mettere in discussione gli schemi essenziali degli oggetti e di ripensarli… Il nostro metodo si distingue per l’analisi dell’architettura dei prodotti e del modo in cui le persone interagiscono con essi. Riassumiamo questo aspetto con il concetto di approccio progettuale empatico.
Per noi, la forma è sempre la materializzazione di un’idea, che sviluppiamo ricercando purezza delle forme e armonia delle proporzioni.”
La collaborazione è nata sicuramente da una reciproca stima.
Ci siamo incontrati per la prima volta durante una fiera e da lì abbiamo iniziato a parlarne. Pur essendo un’azienda giovane, ero già a conoscenza del loro solido know-how tecnico, frutto delle esperienze pregresse del team, e come studio di design cerchiamo sempre di lavorare con realtà con cui sia possibile uno scambio costruttivo.
Volevamo raccontare l’orientamento di Diomede verso una visione proiettata al futuro. Il nostro obiettivo non era solo esporre i prodotti, ma trasmettere anche un messaggio.
Tutta la comunicazione ed il progetto scenografico dello stand che abbiamo progettato sono incentrati sul cercare delle risposte a degli interrogativi sul futuro.
In particolare, oltre a parlare di prodotti, ci siamo chiesti anche come sarà il giardino del futuro e per farlo ci siamo affidati a professionisti specializzati in paesaggistica e vegetazione.
Testo di Sergio Costanzi, Architetto e Paesaggista
L’ottimizzazione delle risorse idriche è una sfida cruciale in un’epoca di cambiamenti climatici, dove l’aumento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e le ondate di calore rendono sempre più imprevedibile la disponibilità d’acqua. Questo scenario impone una riflessione sul modo in cui progettiamo e gestiamo il gli spazi esterni.
In questo scenario, la natura offre spunti preziosi. Nel corso dell’evoluzione, molte specie vegetali hanno sviluppato strategie sorprendenti per sopravvivere in ambienti aridi.

Le succulente e le cactacee, ad esempio, hanno trasformato le proprie foglie in spine, per evitare un’eccessiva traspirazione, e i loro fusti in magazzini per l’acqua. Altre specie proteggono l’umidità interna grazie a superfici ricoperte da tricomi, minuscoli peli che riflettono la luce solare e riducono il surriscaldamento.
Questi adattamenti suggeriscono un approccio più consapevole alla progettazione del paesaggio. La scelta di specie resilienti, capaci di ridurre il consumo d’acqua e minimizzare gli sprechi, diventa essenziale per affrontare le sfide ambientali.

Ripensare il rapporto tra natura e progettazione significa dare vita a spazi armoniosi ed efficienti, capaci di adattarsi alle risorse disponibili senza compromettere bellezza e funzionalità. Così prende forma il giardino del futuro: un ecosistema sostenibile in perfetto equilibrio con l’ambiente.
